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Nella seconda metà
del '400 si
distingue il ramo
savignonese, ad
esempio Matteo,
ferocemente
anti-sforzesco e
capitano del popolo
(a Savignone i
Fieschi avevano
addirittura ottenuto
dall’imperatore il
diritto di batter
moneta). E' l'età
soprattutto di Santa
Caterina Fieschi da
Genova (1447-1510),
sposa di Giuliano
Adorno, la quale nel
1473 converte la
propria esistenza da
mondana a pia,
soprattutto per
assistere gli
infermi. |
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Ciò che farà
alacremente tutta la
vita e in special
modo in occasione
delle pesti del 1497
e del 1501. Di lei
ci rimangono il
Trattato del
Purgatorio e il
Dialogo tra anima,
corpo, amor proprio,
spirito, umanità e
Dio, opere in cui
l'amore di Dio
traspare come
libertà concessa
all'uomo in quanto
illuminata dalle
rivelazioni divine,
e come antidoto
miracoloso
all'egoismo.
Canonizzata da papa
Clemente XII nel
1737, è festeggiata
devotamente il 22
marzo.
Ed è anche l'età
della mistica
Tommasina Fieschi
(1448-1534), in
contatto con
Caterina, sempre
vicina ai bisognosi,
domenicana e a
propria volta
scrittrice. Ci ha
lasciato il Trattato
sulla carità ed il
Trattato dei sette
gradi dell'amor di
Dio.
Ma la fine della
potenza dei Fieschi
si fa a buon diritto
risalire alla
fallita congiura del
2-3 gennaio 1547.
Fra coloro che
incautamente la
ordiscono, Gian
Luigi il Giovane,
nato da Sinibaldo
Fieschi e Maria
della Rovere nel
1522. Appena
venticinquenne, si
prefigge l'uccisione
dell’ammiraglio
Andrea Doria, del
nipote adottivo
Giannettino e del
suocero di costui,
Adamo Centurione, e
l'elezione a doge di
Barnaba Adorno.
Morirà il solo
Giannettino (che si
dice corteggiasse la
moglie di Gian
Luigi, Eleonora Cybo),
ma la congiura
fallirà anche a
causa della morte di
Gian Luigi medesimo,
annegato nel
tentativo di
assaltare le navi e
la darsena dei Doria.
A tali eventi si
ispira l'opera
drammaturgica di F.
Schiller del
1782-1783 Die
Vorschwoerung des
Fiesko zu Genua, la
più celebre fra
quante rievocarono
l’evento, e nelle
cui pagine il leader
degli insorti viene
peraltro ritratto
oleograficamente,
come un campione
della libertà. Non
si trascuri il fatto
che Schiller le
scrisse
ventitreenne.
La reazione dei
Doria fu - come
ovvio - rapida e
implacabile, con
l’assedio dei
“dodicimila colpi” e
la presa – fra
l’altro - del
castello Fieschi a
Montoggio (11
giugno), tuttora
esistente e
diroccato, e pose
per sempre fine a
qualsiasi velleità
di potere da parte
fliscana, quantunque
Scipione, fratello
di Gian Luigi,
proseguisse quel
ramo di Torriglia
che durò sino agli
inizi
dell'Ottocento. E’
da notarsi che fra
gli assediati, al
comando del conte
Girolamo, fratello
minore di Gian
Luigi, che invano
attesero un aiuto
dalla Francia, dal
papa e dai Farnese,
militarono uomini
provenienti un po’
da tutti i territori
su cui i Fieschi
esercitavano il
potere: Pontremoli,
Varese Ligure,
Garbagna, Varzi…
Alcuni cadranno con
Girolamo, decapitato
il 12 luglio dopo
breve processo
presso l’eremo di
San Rocco, dunque
poco dopo la presa
del castello ad
opera del capitano
genovese Sebastiano
Lercari. |
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